martedì 5 dicembre 2017

Recensione: "Wonder Woman - Le origini" di Leigh Bardugo

Trama


Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un’isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull’isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l’erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.

 

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Recensione


Quando aveva smesso di essere una bambina? La prima volta che un ragazzo le aveva fischiato dal finestrino di un’auto mentre lei andava a scuola a piedi? Il momento in cui aveva cominciato a farsi domande sul proprio aspetto mentre correva - le parti del corpo che tremolavano e quelle che ballonzolavano - invece di preoccuparsi soltanto del ritmo della corsa? La prima volta che si era astenuta dall’alzare la mano in classe perché non voleva sembrare troppo intelligente o saputella? Nessuno aveva intonato per lei un canto. Nessuno l’aveva messa in guardia su ciò che stava per perdere, finché l’occasione per piangere il lutto era passata da troppo tempo.

“Wonder Woman - Le origini” è uno di quei libri capaci di ricordarmi perchè, alla mia età, io ancora continui a leggere young adult. Ovvero per piccole gemme come questa, capaci anche attraverso uno stile e uno storia scorrevoli di raccontare le contraddizioni del diventare adulti e di ricordare che in fondo (e per fortuna) adulti non lo si diventa mai del tutto.

E per passaggi come quello qua sopra (che è, a detta della stessa dell'autrice, una dei passaggi più personali che abbia mai scritto), che sono ciò che rendono questo libro non solo un fantasy di ispirazione fumettistica, ma anche, al suo cuore, una storia su cosa voglia dire essere e diventare donne nel mondo moderno, e proprio per questo - perché no - importante nel panorama YA attuale.

Primo capitolo di una serie di romanzi autoconclusivi, scritti da diverse penne e dedicati ognuno a un diverso (e adolescente) supereroe DC, “Wonder Woman - Le origini” fa un ottimo lavoro nel raccontare una Diana Prince diciassettenne, senza snaturarne l'essenza ma rielaborarne comunque la mitologia in una storia originale.

Il merito di ciò va a Leigh Bardugo (autrice purtroppo ancora non abbastanza tradotta in Italia), capace come sempre - che si tratti delle atmosfere fantastiche del suo Grishaverse, o di quelle più "nerd" di un fantasy contemporaneo come questo - di dare vita a dei misfits adorabili e sfaccettati (Alia, Nim, Theo), che faticano trovare il proprio posto nel mondo ma non per questo smettono di provarci, insieme ai propri sisters (and brothers) in battle, consapevoli che l'essere diversi, non conformi a canoni imposti da altri, l'essere unici, non è dopotutto una debolezza ma forse la più grande delle forze.

Qua, inoltre, l’ingenuità di Diana, così non avvezza alle nostre norme e contraddizioni sociali, è davvero uno spunto irresistibile per la Bardugo per dare ancora più sfogo alla propria, punzecchiante, vena humor.
«Che cosa rende super quelle modelle?» chiese Diana, ancora curiosa. «Hanno dei poteri?»
Nim scoppiò a ridere. «Quanto amo questa ragazza. Sì, le supermodelle hanno il potere di farti comprare cose di cui non hai bisogno e di farti sentire una merda.»


Pur non avendo l'ampio respiro di altri libri dell' autrice (seriamente, se leggete in inglese andate a recuperare Six of Crows), Wonder Woman è una lettura divertente e capace di scaldare il cuore, una celebrazione della forza femminile e dell’amicizia, uno di quegli YA di cui, fatemelo dire, dopo anni di Bella Swan, non ci sarà mai abbastanza bisogno.



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Recensione di


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